È previsto per Aprile 2020 il varo della nuova riforma Irpef da parte dell’Esecutivo, la quale mira ad attuare una semplificazione tributaria e una riduzione della pressione fiscale nazionale sulle persone fisiche.

Stando alle notizie attuali, trapelate sui principali organi di stampa, sembrerebbe che i tecnici del MEF stiano vagliando l’ipotesi di adottare in Italia un modello simile a quello tedesco, fondato sulla “progressività continua”. Ciò comporterebbe il passaggio dall’attuale tassazione “a scaglioni” ad un sistema “misto”,  che prevede un’iniziale quota di “no tax area” sui redditi fino ad una determinata soglia ed una successiva “progressività continua” su quelli eccedenti il limite suddetto,  con varie e numerose aliquote che vanno aumentando in progressione ma senza eccedere mai il 43%.

A nostro avviso, oltre a quello tedesco anche altri modelli potrebbero essere congeniali per il sistema italiano d’imposizione del reddito delle persone fisiche. Un primo esempio potrebbe essere quello statunitense o canadese, dove il reddito delle persone fisiche è tassato sempre “a scaglioni”, ma in un sistema in cui aliquote d’imposta molto più basse sono applicate a fasce di reddito molto più ampie, cosa che non avviene oggi in Italia. Basti pensare che nel bel Paese a redditi superiori ai  75.000 € si applica un’aliquota Irpef del 43%, mentre negli Stati Uniti o in Canada a redditi superiori ai 200.000 $ le aliquote applicate difficilmente superano il 35%.

Un secondo esempio potrebbe essere il sistema “flat tax”, adottato in alcuni Stati Federali degli U.S.A. , quali Illinois, Massachusset, Pennsylvania, oppure in alcuni Stati dell’est europeo. Si tratta di un sistema fiscale non progressivo a tassa piatta, basato su aliquote fisse da applicare a fasce di reddito predefinite, in cui l’aumento delle aliquote stesse viene ad essere direttamente proporzionale all’ammontare del reddito della fascia predeterminata.

Auspichiamo, quindi, che qualunque sia il modello fiscale prescelto dal nostro legislatore, esso possa portare un alleggerimento della pressione fiscale in modo da favorire i consumi e rilanciare l’economia italiana.

A cura di Fabio Caravaggio