DOMANDA.

È possibile ottenere il bonus ristrutturazioni del 50% e l’ecobonus/sismabonus per la trasformazione di un fabbricato rurale, accatastato C/7, che diventerà abitazione al termine dei lavori con cambio di destinazione d’uso?

RISPOSTA.

La risposta è affermativa per quanto concerne il “bonus ristrutturazioni”. Con la risoluzione 14/E/2005, infatti, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che spetta la detrazione del 50% su un ammontare massimo di spesa di 96.000 euro per unità immobiliare (articolo 16–bis del Tuir, Dpr 917/1986 e articolo 16 del Dl 63/2013) anche per i lavori di ristrutturazione di un fabbricato rurale strumentale che a seguito della realizzazione dell’intervento edilizio acquisisce la destinazione d’uso abitativo, a condizione che nel provvedimento amministrativo che consente i lavori risulti che gli stessi comportano il cambio di destinazione d’uso del fabbricato, già strumentale agricolo, in abitativo.

La risposta è affermativa anche per quanto concerne il “sismabonus” ex articolo 16–bis, comma 1, lettera i, del Tuir e articolo 16 del Dl 63/2013. La risoluzione 34/E/2018 ha chiarito, infatti, che, nel caso di un intervento con demolizione e ricostruzione, ai fini dell’applicazione del “sismabonus” è necessario che dal titolo amministrativo che approva i lavori risulti che l’opera consista in un intervento di conservazione del patrimonio edilizio esistente, e non in un intervento di nuova costruzione.

Al contrario, la risposta è negativa per l’ecobonus (articolo 1, comma 48, della Legge 220/2010 e articolo 14 del Dl 63/2013), poiché, nel caso di un fabbricato rurale, viene a mancare uno dei presupposti essenziali per fruire della detrazione del 65% per la riqualificazione energetica degli edifici, legato alla preesistenza di un impianto di riscaldamento negli ambienti oggetto dei lavori agevolati: come precisato dall’Agenzia delle Entrate, infatti, tale requisito costituisce una condizione essenziale per fruire della detrazione con riferimento a tutti gli interventi agevolati, compresi quelli di “riqualificazione globale” dell’immobile (ex articolo 1, comma 344, legge 296/2006, Finanziaria 2007, istitutiva dell’agevolazione), con la sola eccezione dei lavori relativi all’installazione dei pannelli solari per la produzione di acqua calda (circolare 36/E/2007). Solo nel rarissimo caso in cui nel fabbricato rurale sia presente un impianto di riscaldamento preesistente, si potrebbe fruire anche dell’ecobonus al 65% per gli interventi su tale unità immobiliare.

A cura di Alessandro Borgoglio